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Nubifragi estivi soprattutto sulle città: perché?

30/07/2009
Le isole di calore urbane sono aumentate in intensità

Tra l'ultima decade di giugno e la prima decade di luglio di quest'anno l'Italia è stata funestata da una ventina di nubifragi temporaleschi. Fin qui nulla di nuovo o di anomalo. La notizia di rilievo è invece che la quasi totalità di tali nubifragi ha colpito città di medio-grandi dimensioni. Ecco al riguardo le città "nubifragate": 21 giugno Lecce, Roma, Napoli; 22 giugno Modena; 23 giugno Palermo; 2 luglio Roma, Torino; 6 luglio Arezzo, Ferrara; 7 luglio Milano, Verona, Treviso. Nella predilezione dei temporali per le aree urbane è facile riconoscere l'effetto amplificatore della instabilità atmosferica da parte delle isole di calore urbane, le quali, rispetto a 20-30 anni fa, sono diventate più intense, perché le città nel frattempo sono cresciute di molto in dimensioni, traffico, popolazione e consumi energetici per uso domestico. Prendendo come riferimento la città di Milano, abbiamo stimato che il surplus estivo di calore artificiale immagazzinato sul suolo cittadino sia il 25% in più rispetto al vicino ambiente rurale. Ma in presenza di ondate di caldo, con temperature 4-5 gradi sopra la media, il maggiore intrappolamento della radiazione solare nei canyon cittadini, nonché l'ulteriore aumento dei consumi energetici per refrigerazione e condizionamento (con caldo estivo l'aumento di grado nella temperatura, comporta in media un maggiore consumo energetico di circa il 2,5 %), fa sì che il surplus di energia nell'isola di calore salga a circa il 40%, pari a circa 160 Watt per metro quadrato, rispetto ai 400 Watt per metro quadrato, di origine solare, disponibili nel vicino ambiente rurale. Ma 160 Watt in più per metro quadrato fanno sì che la metropoli milanese (superficie circa 185 km2) diventi, in una calda giornata estiva, una estesa fornace, con complessa potenza di circa 30.000 MW (Megawatt). In queste condizioni un temporale di medie dimensioni (100 km2) che attraversi anche solo 1/3 della superficie urbana, può beneficiare di un maggior apporto calorico di 10.000 MW, ovvero una quantità che è circa il 10% della potenza complessiva erogata in media da un temporale (circa 100.000 MW). Questo risultato ci consente di affermare che un temporale che attraversi, anche solo marginalmente, la metropoli ha buone probabilità di vedere aumentati almeno del 10% i suoi effetti o, altrimenti, potremmo anche dire che il 10% dei temporali, che, in presenza di forte calura estiva, attraversano almeno 1/3 della città di Milano hanno buone probabilità di divenire violenti.

Mario Giuliacci - Centro Epson Meteo - 30.7.2009

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