Domenica 2 Marzo in buona parte dell'Europa centrale si sono registrati dei record sulla forza del vento, che in alcune località ha raggiunto e superato i 120 km/h (si parla addirittura di 180 km/h in Germania), mentre in altre zone hanno fatto scalpore le temperature che, a causa del Föhn, hanno raggiunto valori di eccezionalità per il periodo come in Italia, in Austria e in Svizzera.

Figura 1 - Temperature registrate il 2 marzo in Europa. Fonte: www.wetterzentrale.de
In Europa, a seguito del passaggio del ciclone Emma, si sono registrate 9 vittime (4 in Austria, 3 in Germania e 2 nella Repubblica Ceca) con oltre 100 milioni di euro di danni. Si è inoltre sfiorata la tragedia quando un aeroplano in fase di atterraggio ha subito le forti raffiche di vento, rischiando un pericoloso impatto col suolo: il disastro è stato evitato grazie all'abilità della co-pilota del volo in quel momento ai comandi. Nella Repubblica Ceca circa 100.000 persone sono rimaste senza energia a causa dei danni che il vento ha creato ai tralicci dell'alta tensione.

Figura 2 - Tralicci abbattuti dal vento nella Repubblica Ceca
Ma vediamo nei dettagli cosa ha potuto determinare la fenomenologia di Emma e della successiva tempesta Johanna.
Innanzitutto, oltre al normale vento dovuto ai bruschi sbalzi di pressione presenti in aree di territorio ristrette, fenomeno tipico dei cicloni più profondi, si è aggiunta un'altra componente: il cosiddetto vento isallobarico, che è direttamente legato alla direzione di spostamento del ciclone stesso. Per farla breve, dato che la depressione si muoveva da ovest verso est, la porzione di territorio più vicina al centro del gorgo che risentiva di venti nella stessa direzione ha subito raffiche ben più violente delle altre zone.

Figura 3 - Pressione a livello del mare l'1 e il 2 marzo 2008. Fonte: www.wetterzentrale.de

Figura 4 - Venti al suolo l'1 e il 2 marzo 2008. Fonte: www.wetterzentrale.de
La tempesta Johanna ha avuto addirittura origini ben più lontane: come vediamo dalla bella immagine satellitare di figura 5 relativa all'8 Marzo elaborata da Lorenzo Catania (MeteoNetwork), e dalle mappe relative alle temperature a 850 hPa (circa 1500 m) e alla direzione dei venti a circa 10.000 metri, lo scontro tra masse d'aria caldo umide oceaniche provenienti da Sud-Ovest lungo le coste statunitensi con quelle fredde provenienti dalla Groenlandia ha dato il via alla formazione di un sistema depressionario che si è velocemente strutturato portandosi prima in prossimità delle Isole Britanniche, per poi proseguire la sua corsa e dirigersi verso l'Europa centro settentrionale.

Figura 5 - La nascita di Johanna vista dal satellite e con le mappe a 850 hPa e a 300 hPa. Fonte Meteonetwork e www.wetterzentrale.de
Già nella giornata del 10 Marzo questo ciclone ha determinato forti venti e onde che hanno superato i 14 metri; in più ha portato venti molto forti sulle coste occidentali del Regno Unito. Le raffiche hanno superato i 100 km/h e i valori di pressione hanno raggiunto i 950 hPa.

Figura 6 - Arrivo della perturbazione sulle isole Britanniche. Altezza delle onde, direzione dei venti e pressione al suolo. Fonte www.wetterzentrale.de
Dal confronto tra le mappe satellitari si nota l'approfondimento del vortice sempre più evidente con il passare delle ore, e la veloce traslazione verso est del centro di bassa pressione, che in meno di 24 ore ha superato le Isole Britanniche, determinando i primi effetti anche su Francia, Olanda, Belgio e Germania.
Assieme alle mappe satellitari nella figura 7 è stata aggiunta una mappa a 850 hPa (bassi strati atmosferici) che evidenzia il richiamo caldo meridionale in avvezione verso Austria e Repubblica Ceca, e una carta a 300 hPa che evidenzia come la depressione in quel momento risultasse ben alimentata dall'aria fredda in quota.

Figura 7 - La marcia di avvicinamento di Johanna vista con le immagini satellitari e con le carte a 850 hPa e 500 hPa. Fonte: Istituto di Meteorologia di Berlino e www.wetterzentrale.de
I venti tra il 9 ed il 10 Marzo sulla Francia hanno registrato punte di oltre 100 km/h, come possiamo vedere dai seguenti dati:
• 155 km/h à la Pointe du Raz
• 137 km/h à Vannes
• 133 km/h à Ouessant
• 126 km/h à la Hague
• 123 km/h à la Rochelle et à l'île d'Yeu
• 115 km/h au Cap Gris Nez
• 112 km/h à Dinard
• 110 km/h à Quimper
• 107 km/h à Blois
• 100 km/h à Caen, Angers, Le Bourget

Figura 8 - Mercantile arenato lungo le coste del Nord delle Francia per effetto dei venti forti e delle conseguenti mareggiate.
Luigi Bellagamba - MeteoNetwork