La primavera tanto attesa dopo il freddo dell'inverno è arrivata, però è considerata un vero e proprio incubo per tutti i soggetti che soffrono di allergie ai pollini.
La primavera tanto attesa per le sue temperature miti dopo il freddo dell'inverno, viene vissuta come un vero e proprio incubo per più di 10 milioni di italiani che soffrono di allergie ai pollini a causa delle prime fioriture di numerose specie arboree ed erbacee. Secondo l'organizzazione mondiale della sanità la rinite allergica colpisce il 25% della popolazione generale. I sintomi sono fastidiosi: naso che cola, occhi arrossati, rinite, starnuti, tosse stizzosa fino alla comparsa di difficoltà respiratoria. Il mese di aprile si presenterà globalmente con temperature più elevate della norma e questo porterà a un'intensa fioritura con conseguente ricchezza di pollini soprattutto dalla seconda settimana di aprile e con relativo anticipo rispetto ai calendari pollinici.
Vediamo le principali specie che creano problemi:
Graminacee: include più di 10000 specie e rappresentano la principale famiglia botanica diffusa in ambienti erbacei come pascoli, prati, terreni coltivati e incolti. Crescono dal livello del mare fino alla fascia alpina. Per la maggior parte iniziano la loro fioritura a marzo e la protraggono fino a maggio, giugno altre più tardi fino ottobre e novembre. Esse producono pollini che sono al primo posto in assoluto nel mondo come agenti di pollinosi. Più della metà dei soggetti allergici italiani ha problemi con questa specie.
Oleacee: comprende oltre 400 specie tra alberi e arbusti sempreverdi e il più importante polline allergenico è prodotto dall'Olivo. Questo polline è una delle più importanti cause di allergia nelle regioni Mediterranee anche perché viene intensamente coltivato. La stagione pollinica va da aprile a giugno.
Urticacee: comprendono 500 specie spontanee e infestanti diffuse nelle zone costiere Mediterranee tra cui le comuni ortiche. Al Sud il periodo pollinico è molto prolungato, inizia a febbraio-marzo, con apice tra aprile e maggio e permane fino a luglio con possibile secondo picco tra settembre e ottobre. In alcune zone come la Sicilia può estendersi per l'intero anno. Al Nord il picco si ha tra maggio e giugno e una minore presenza pollinica perdura tutta l'estate.
Cupressacee: appartengono alla famiglia delle Conifere. Il Cipresso è il genere più rappresentativo, iniziano a pollinare a novembre-dicembre e proseguono fino febbraio-marzo. Queste specie tra l'altro rilasciano quantità enormi di polline.
Vediamo come saranno diffuse sulla nostra penisola le principali specie che creano problemi nei soggetti allergici:
Nel Nord d'Italia saranno particolarmente intensi i pollini di betullacee (betulla e ontano) già presenti a marzo e di graminacee (erbacee e cereali) mentre nella Pianura Padana si intensificheranno i pollini di cupressacee (cipresso, cedro giapponese ornamentale), graminacee, oleacee (olivo, ligustro, frassino) e urticacee (parietaria, ortica). Le oleacee e le urticacee saranno presenti soprattutto nelle zone costiere.
Il Centro vedrà la presenza di polline di cupressacee, oleacee, graminacee e urticacee con presenza di corylacee (nocciolo) soprattutto nel Lazio e bassa Toscana.
Il Sud, dove il caldo sarà più intenso rispetto alle medie stagionali e con scarse precipitazioni, vedrà la presenza soprattutto di pollini di urticacee, graminacee, oleacee, cupressacee e betullacee (solo nelle zone montuose)
Ringraziamo il Colonnello Bernini per il contributo dato a questo approfondimento.
