Sono finite, per i più, le ferie e sono in aumento coloro che si ammalano da "sindrome da rientro", una malattia avvertita come faticoso ritorno al tran tran quotidiano e ai ritmi del lavoro. Ne è una riprova anche il fatto che la maggior parte degli incidenti sul lavoro avvengano il lunedì o dopo un lungo ponte. La sindrome è tanto più palese quanto più lunghe sono state le ferie e quanto più lontana è stata la meta prescelta. Siete stati appena una settimana a Rimini? Allora il rientro non vi peserà; al più rimpiangerete le piadine, il lambrusco e il liscio. Vi siete soffermati per 2 settimane sulle Alpi? Allora avrete difficoltà nel riprendere i ritmi quotidiani, l'aria vi sembrerà più pesante e avvertirete torpore alle gambe per la forzata inattività in casa o in ufficio. Avete trascorso 3 settimane in Sardegna? Mettete allora in conto una insofferenza verso il capufficio e la scrivania. Per di più nella conversazione non vi attirerà nessun argomento, a parte le condizioni del tempo, i ricordi del mare e del sapore del pesce, le partite a carte. Quattro settimane alle Maldive? Per qualche giorno vi sentirete molto frastornati e, per di più, sarete intolleranti, anche per inezie, verso il prossimo, il traffico, il rumore e l'aria inquinata della città.
Mario Giuliacci - 1/09/08