La radiazione solare è composta da tre diverse tipi di luce: quella visibile, percepita dalla vista; quella infrarossa, invisibile, avvertita come calore dal nostro corpo; quella ultravioletta, causa della agognata tintarella estiva ma anche di nocivi effetti sugli organismi viventi. La luce visibile è, a sua volta, un insieme di raggi luminosi, dal violetto al rosso, la cui somma è appunto la "luce bianca". Ha un'azione fondamentale sulla nostra psiche perché, in primo luogo, favorisce la produzione di serotonina, un ormone che dà sensazione di benessere e che, allo stesso tempo, riduce la concentrazione nel sangue di ormoni, come noradrenalina e adrenalina, responsabili dello stress. Ecco perché la carenza di luce - come in inverno ai poli o in una giornata piovosa alle nostre latitudini - ci rende tristi e depressi. Anche il sonno è il risultato di un insieme di "manovre" fisiologiche scatenate, questa volta, dall'assenza di luce. Infatti con l'approssimarsi del buio l'organismo viene invitato a diminuire la temperatura corporea, la pressione sanguigna e i battiti cardiaci, operazioni che sono stimolate da "messaggeri" il cui compito è quello di avvisare il corpo che è giunto il momento di "spegnere l'interruttore". Il messaggero cardine è la melatonina, la cui produzione è stimolata, appunto, dal buio notturno e inibita dalla luce diurna. Noradrenalina, adrenalina e cortisolo sono invece i neurotrasmettitori responsabili del risveglio, e vengono prodotti all'avvicinarsi dei primi bagliori del mattino, mentre diminuisce la secrezione di melatonina, per consentire all'organismo di svegliarsi. Ma anche il colore della luce è importante perché vi è in genere una rispondenza tra colori e tratti della personalità. Il rosso è il colore dell'energia vitale e delle passioni e chi sa usarlo con equilibrio denota una buona vitalità, mentre dovrebbe starne alla larga chi soffre di infiammazioni croniche o ipertensione. Sempre tra i colori "caldi" il giallo infonde gioia di vivere e piacere del contatto con gli altri. Il verde stimola perseveranza e fiducia in se stessi e per tale motivo è molto impiegato in ospedali e studi medici. Se siete persone ansiose allora il blu fa per voi: attenua l'ansia e le paure e infonde tranquillità. Il bianco è invece sinonimo di luminosità e chi lo predilige denota creatività e desiderio di purezza e cambiamento Alla luce di quanto appena detto, il colore dovrebbe influenzare anche le scelte in campo di arredamento, per creare un ambiente quanto più possibile positivo in ogni momento della nostra giornata. Qualche consiglio? Rosso, giallo e arancione, percepiti come positivi, sono adatti ai luoghi dedicati alla "ricreazione"; al contrario i colori "freddi" come blu, verde e grigio, percepiti come "statici" e "silenziosi", sono perfetti per uno studio, ma possono anche essere un buon espediente, nelle camere dei ragazzi, per "contenerne" l'esuberanza. La cute è invece più sensibile ai raggi ultravioletti e infrarossi, con diversa capacità di assorbimento a seconda della lunghezza d'onda. La luce infrarossa trasmette calore, con conseguente innalzamento della temperatura superficiale della pelle. Ecco perché un'esposizione eccessiva può provocare l'alterazione dello strato corneo, vasodilatazione e disidratazione, il tutto accompagnato a quella sensazione di calura che avvertiamo al mare quando, pur di sfoggiare un'invidiabile abbronzatura, soffriamo sotto il sole piuttosto che ripararci sotto l'ombrellone. Ed è nota anche la benefica azione dei raggi solari su ferite e dolori locali, perché i globuli bianchi vengono aiutati nel loro compito di sentinelle da una più attiva circolazione innescata dai raggi infrarossi e dal potere battericida degli ultravioletti. Ma la radiazione solare influenza anche lo scheletro osseo tanto che la crescita dei bambini è più rapida da marzo ad agosto piuttosto che negli altri mesi dell'anno. Per di più molte nostre attività psichiche sono regolate dall'avvicendarsi del giorno e della notte. E in effetti la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, l'alternanza sonno-veglia, la temperatura corporea, la prontezza dei riflessi e altri aspetti obbediscono a ritmi circadiani, ovvero del periodo di quasi un giorno, e quindi sincronizzati in primo luogo sull'orologio solare. E dulcis in fundo, "popoli più infelici ma più attivi dove la luce solare scarseggia". È quello che afferma James Watson, una vita da genio spesa per la medicina, secondo il quale "la carenza di luce ci fa capire perché le popolazioni nordiche siano meno felici di quelle mediterranee. Non a caso gli Svedesi sono contenti soprattutto a giugno, quando hanno molta luce. Addirittura potremmo pensare che il dominio dei popoli nordici derivi proprio dalla carenza di sole: se sei scontento ti dai molto da fare per raggiungere la felicità e quindi sei più disponibile a lavorare sodo. Una nazione di successo non può essere una nazione felice e viceversa. E da questo infine si arguisce pure che, se gli Italiani fossero eccessivamente contenti, non farebbero scarpe così belle!".
Mario Giuliacci, Paolo Corazzon