L’attuale ondata di caldo, già terminata oggi 15 giugno, sul Nord Italia, cesserà il 16 giugno anche al Centro e il 18 giugno anche al Sud.
Ma poi, cosa accadrà?
Senza eccessi di calura; probabili due periodi temporaleschi
L'attuale ondata di caldo, già terminata oggi 15 giugno, sul Nord Italia, cesserà il 16 giugno anche al Centro e il 18 giugno anche al Sud.
Ma poi, cosa accadrà?
Tutto lascia ritenere che a partire dal 19-20 giugno seguirà un periodo gradevole, con un caldo moderato e sopportabile su tutta la Penisola e con al più 2 perturbazioni atlantiche in movimento a Nord delle Alpi.
Uno di tali periodi più o meno perturbati - quello che poi metterà la parola fine a questa prima ondata di caldo - potrebbe cadere intorno al 18-21 di giugno, un secondo, meno intenso, probabilmente intorno al 26-27 di giugno.
Commento alla previsione (per i più esperti)
1. Fattori all'origine dell'attuale ondata di caldo
L'attuale ondata di caldo che resiste ormai quasi solo sul Meridione, è stata scatenata in parte dalla subsidenza e compressione della colonna d'aria sul ramo ascendente della corrente a getto subtropicale, quella la quale, tra il 3 e il 9 giugno, era rimasta in agguato sul Nord Africa (vedi fig.1)

La corrente a getto nord africana intorno al 10 giugno ha raggiunto anche l'Italia centromeridionale, con una curvatura anticiclonica, a seguito dell'avvezione di vorticità negativa lungo il bordo orientale apportata da saccature atlantiche ed entrate a più riprese nel Mediterraneo occidentale attraverso la Spagna.
Ma alla formazione sull'Italia di una struttura anticiclonica di matrice africana ha contribuito anche un temporaneo blitz verso Nord dell'ITCZ (InterTropical Convergence Zone), a causa della presenza di temperature al di sopra della media nell'Atlantico tropicale ad Ovest del Golfo di Guinea (vedi fig.2)

Per pura curiosità, tale anomalia è ben correlata agli eventi di Niño 3.4 come mostra la fig.3

Tale area oceanica surriscaldata, complice la forte radiazione solare ormai in arrivo lungo la fascia equatoriale, ha favorito nella prima decade di giugno la genesi di due grandi aree convettive:
una, in loco, sull'Atlantico tropicale intorno a 5° di latitudine Nord; un'altra, più intensa, intorno a 20° di latitudine nel cuore del Sahara, come evidenziano i nuclei negativi nel campo velocità potenziali a 200 hPa (vedi fig.4)

Il brusco rinforzo della fascia convettiva intorno a 20° di latitudine è testimoniato anche dalle anomalie osservate nella prima decade del mese sull'Africa sahariana nel campo della OLR (Outgoing Longe Radiation; vedi fig.5),

sia delle piogge che sono cadute su tutta l'area africana tra 0° e 15° di latitudine (vedi fig.6),

sia dalle anomalie positive nel campo delle piogge in tale periodo dell'anno (vedi fig.7)

La forte divergenza in quota, associata a tale ultima area convettiva, è stata credibilmente un altro fattore che ha favorito il brusco spostamento verso Nord - nel caso specifico verso l'Italia - dalla area anticiclonica subtropicale e quindi l'arrivo sulla Penisola dell'anticiclone Nord africano.
2. Prospettive per l'ultima decade di giugno
Tutti i principali modelli fisico matematici concordano nel vedere la fine dell'ondata di caldo intorno al 18 di giugno (vedi fig.8)

e la sostituzione sull'Italia dell'anticiclone Nord africano con una struttura ciclonica
Nelle 3 figure sotto è riportato anche il campo barico previsto per tra il 20 e il 22 giugno rispettivamente da ECMWF

Dalla GEFS

Dalle Gme

Dalle NOGAPS

Una ulteriore conferma dello sviluppo di un campo depressionario sull'Italia nell'ultima decade del mese viene anche dalle anomalie a 500 hPa previste sul Mediterraneo tra il 22 e il 28 di giugno (vedi fig.13)

Un abbandono della Penisola da parte dell'anticiclone Nord africano presuppone una cella di Hadley meno attiva e quindi una minore alimentazione da parte della medesima da parte del calore immagazzinato sull'Atlantico tropicale.
In effetti la SST (Sea Temperature Surface), prevista per il 22 giugno sul Golfo di Guinea, mostra forti anomalie negative - vedi fig.14)

mentre la SST prevista intorno a 20-25° di latitudine Nord mostra per la medesima data anomalie positive. Entrambi tali anomalie determinano, per motivi noti, un indebolimento della cella di Hadley (vedi fig.15).

Una ulteriore conferma di una cella di Hadley meno attiva per l'ultima decade di giugno proviene sia dalle anomalie positive (sinonimo di convezione poco attiva) previste tra il 20 e il 30 giugno nel campo delle velocità potenziali a 200 hPa sull'Atlantico equatoriale prossimo all'Africa e Africa Nord occidentale (vedi fig.16),

sia dalle anomalie negative di piovosità previste in prossimità dell'ITCZ (vedi fig.17)

© Mario Giuliacci - Centro Epson Meteo - 14.6.2010