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Come sarà l’inverno 2009-2010: abbastanza piovoso, appena più freddo della media

07/01/2010
Dal Centro Epson Meteo le previsioni per la stagione invernale 2009-2010

Con il primo dicembre, è iniziata, dal punto di vista climatico, la stagione invernale. Quali caratteristiche avrà? Ecco al riguardo il nostro pensiero. Ebbene noi riteniamo l'inverno 2009-2010 non sarà certo piovoso e nevoso come quello dell'anno passatol ma comunque risulterà mediamente appena più freddo di quelli si sono succeduti negli ultimi 20 anni, i quali il più delle volte erano stati caratterizzati da scarsa piovosità e da scarsa nevosità e, per di più, da temperature oltremodo miti. Probabilmente vi sarà un alternarsi di periodi tiepidi, poco piovosi e poco nevosi, con periodi, più frequenti e più lunghi, abbastanza freddi e accompagnati da significative precipitazioni. Questo quadro ottimistico sull'inverno che verrà è basato su alcune importanti anomalie in atto e che riguardano il sole, i venti equatoriali e l'innevamento sull'area euroasiatica.
La nostra stella, nel suo ciclo undecennale, infatti ha raggiunto il minimo di attività nelle macchie solari - quindi anche di quantità di calore inviato sulla terra - 3 anni fa, ma al momento ancora non vi sono segni di inizio di decisa ripresa dell'attività delle macchie, cosicché il ciclo ha già raggiunto una durata di 13,5 anni (il valore medio è di 11 anni). Negli ultimi 100 anni solo tra il 1911 e il 1914 il sole era stato così insolitamente pigro (tab 1).

Del resto molti studi dimostrano che la temperatura del pianeta ha una buona correlazione negativa con la durata del ciclo. Per di più in assenza di macchie solare, come nella fase attuale anche il vento solare - il flusso incessante di particelle atomiche cariche in arrivo dal sole - risulta molto debole e quindi sarà anche più debole anche il campo magnetico viaggiante generato dal vento solare nel suo spostamento verso la terra. Questo comporta una minore deviazione dei raggi cosmici (particelle cariche velocissime provenienti dalla spazio galattico), i quali hanno la proprietà di creare, per urto, particelle cariche nell'aria della bassa troposfera. Ma l'aumento della particelle cariche aumenta la probabilità di formazione di nubi basse, con conseguente riduzione della radiazione solare in arrivo e quindi più freddo.
Un'altra anomalia atmosferica attuale è quella relativa ai venti stratosferici al di sopra della fascia tropicale, i quali, nella loro inversione di rotta a ritmo quasi biennale (un fenomeno noto appunto come QBO = Quasi Biennal Oscillation), hanno iniziato, da giugno di questo anno, a soffiare da Est verso Ovest e tali rimarranno almeno per altri 6-7 mesi. Ma tale situazione rende più probabili (fig.1)

alterazioni del vortice polare, sotto forma almeno di episodi di surriscaldamento, seppure limitati alla stratosfera e noti come stratwarming minor. Quindi in presenza di QBO negativa è più facile che il vortice polare possa rompersi in più spezzoni, "splittati" ai bordi del circolo polare, favorendo in tal modo le discese di aria fredda polare anche verso i Balcani e da qui verso le regioni adriatiche centrali. Un episodio di stratwarming minor è previsto in questi giorni sull'area polare eurasiatica tra 25 e 45 gradi di longitudine (fig.2)

ed è appunto responsabile del previsto arrivo di aria siberiana fino all'Italia tra il 12 e il 20 di questo mese.
Inoltre l'innevamento sull'area euroasiatica ha raggiunto alla fine di novembre il 5° valore più elevato degli ultimi 44 anni.(tab.2)

Un elevato innevamento favorisce il rinforzo dell'anticiclone freddo stagionale russo, rendendo in tal modo più probabile la sua espansione fino ai Balcani e all'Europa centrale e, da qui, fino all'Italia.
Infine i valori della NAO negli ultimi 6 mesi (tab.3)

stanno ricalcando, soprattutto nel segno, l'andamento dell'anno passato e questo fa sperare in valori invernali inferiori a 0,5 in modulo (come avvenne appunto nell'anno passato) il che significa che i periodi di scarsa piovosità e di temperature miti (fase positiva della NAO) verrebbero compensati da periodi altrettanto lunghi di freddo e di precipitazioni consistenti (fase negativa della NAO).
Il nostro inverno, invece, non verrà influenzato dalla presenza attuale del Niño, sia perché nella stagione invernale vi è una scarsa correlazione sull'Europa (fig. 3)

tra il fenomeno e la circolazione atmosferica nella medio-alta troposfera. (a parte una attenuazione della corrente a getto polare lungo la direttrice Britannia-Scandinavia). E ciò è dovuto in primo luogo al fatto che il nostro Continente si trova agli antipodi rispetto all'area oceanica surriscaldata e, per di più, nell'attuale circostanza, il surriscaldamento si è verificato su un'area posta ancora più ad Ovest rispetto alla norma.
Questo quadro prognostico dell'inverno appena iniziato è confermato anche dal modello stagionale sperimentale in elaborazione presso il Centro Epson Meteo, il quale appunto vede l'imminente periodo freddo con durata fino al 20 dicembre circa, seguito poi da un periodo con temperature nella norma fino ai primi di gennaio, e, a seguire, ancora un altro prolungato periodo freddo nella parte centrale di gennaio, seguito da un rialzo delle temperature nella parte finale di gennaio.

Mario Giuliacci - Centro Epson Meteo - 9.12.2009

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