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I giorni della merla, una credenza da sfatare

30/10/2008

Certe volte i luoghi comuni sono fatti per essere smentiti. Nella tradizione popolare italiana, infatti, i cosiddetti "giorni della merla" (29-30-31 gennaio) sono considerati i più freddi dell'anno e in effetti spesso in passato si sono avute intense irruzioni d'aria fredda proprio a cavallo tra gennaio e febbraio. Non è stato però il caso del 2008 che, nei primi due mesi dell'anno, è stato complessivamente caratterizzato da una notevole mitezza climatica su tutta la Penisola, che si è confermata anche negli ultimi tre giorni del mese di gennaio. Ripercorriamo allora insieme lo stato del tempo durante "i giorni della merla" di questo 2008.

Il giorno 29 un vasto campo di alte pressioni ricopriva tutto il territorio nazionale, garantendo tempo generalmente stabile e perlopiù soleggiato dalle Alpi alla Sicilia, con assenza di gelate al primo mattino anche nella fredda Pianura Padana, laddove addirittura nei due giorni precedenti erano state registrate punte di caldo eccezionali per la stagione, a seguito di un intenso episodio di föhn alpino. Nella stessa giornata l'unica zona italiana caratterizzata da temperature prossime alla media climatica è stata l'estremo Sud-est e in particolare la Puglia, marginalmente interessata da fredde correnti di Tramontana che scendevano sul fianco orientale dell'anticiclone, dirette principalmente verso l'Europa orientale e i Balcani.

Il giorno 30 il tempo ha subìto un certo cambiamento sul Centronord Italia, grazie all'ingresso di una debole perturbazione atlantica, che ha portato pioggerelle sparse su buona parte di queste regioni: la giornata si è presentata quindi con sapori tipicamente tardo-autunnali ovunque, con nebbie e foschie diffuse per via dell'alta umidità dell'aria, mentre le temperature hanno oscillato ben poco tra il giorno e la notte proprio per la presenza di una estesa copertura nuvolosa che ha evitato la formazione di gelate nelle zone di pianura durante le ore notturne. Al Sud la perturbazione non è invece riuscita a far sentire i suoi effetti, tanto che cieli sereni e un dolce tepore quasi primaverile hanno caratterizzato tutta la giornata e le temperature hanno toccato valori prossimi ai 15 °C in buona parte delle regioni.

Veniamo infine all'ultimo giorno di questo gennaio così dolce e clemente: l'Anticiclone delle Azzorre si è lentamente ritirato sull'Oceano Atlantico, ma nonostante ciò il maltempo non ha preso il sopravvento sul nostro Paese, poiché anche le basse pressioni foriere di piogge, neve e vento forte hanno stazionato sul Nord Europa, senza riuscire ad affondare in pieno Mar Mediterraneo.
Si è così assistito a una giornata per molti versi simile a quella precedente, con tempo spesso uggioso sul Nord Italia e sulle regioni centrali, con piogge sparse ma in genere deboli e intermittenti e temperature al di sopra della media stagionale specie al mattino, quando ancora una volta il rischio di gelate è stato scongiurato dalla presenza di una notevole copertura nuvolosa. In questa giornata anche il Sud si è in parte uniformato a questo clima così pigro e grigio, con molte nuvole che hanno solcato i cieli senza però mai minacciare realmente pioggia intensa, mentre temperature e umidità si sono mantenute su valori stranamente elevati per i tradizionali canoni stagionali, tanto che ancora una volta le massime hanno sfiorato, se non in taluni casi superato, i 15 °C.

I giorni della merla Le temperature registrate alle ore 12 del 30 gennaio in Europa mostrano per l'Italia e le coste occidentali mediterranee i valori più elevati, con punte fino a 15-17 °C, mentre oltralpe si è rimasti anche abbondantemente sotto i 10 °C.

Insomma, la vecchia leggenda della merla che si dovette rifugiare in un camino per difendersi dai rigori di una freddissima fine di gennaio di tanto tempo fa, tanto da annerire per lo sporco e la fuliggine le sue piume in origine candide, stavolta non è stata rispettata: d'altronde negli ultimi anni gennaio ci ha spesso abituati a lunghi periodi miti, a testimonianza del fatto che forse, assieme a tante altre cose, anche il clima nel nostro Paese oggi è decisamente diverso rispetto a quello che era anche solo venti o trenta anni fa.

Roberto Ciabini - MeteoNetwork

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