Il confronto climatico tra le varie stagioni estive del passato nasce in genere soprattutto dalla curiosità di sapere quali annate siano state caratterizzate da estati o mesi estivi "caldi" o "freddi". Ma per tale confronto è preferibile impiegare la temperatura massima o quella media (mensile e/o stagionale)? Ebbene, visto che le nostre sensazioni di caldo crescono al crescere della temperatura (oltre che dell'umidità relativa), è ovvio che il parametro più indicato, per il raffronto in termini di "caldo", è la temperatura massima. Del resto non è un caso che tutti gli "Indici di calore" siano proporzionali alla temperatura, come dimostra la relazione, qui approssimata, dello " Heat Index" HI:
HI = -42.379 + 2.04901523T + 10.1433127R - 0.22475541TR
dove T è la temperatura (qui in gradi °F) ed R è l'umidità relativa (in %).
Ma allora la temperatura media della singola estate non ha nessun valore pratico? Non è proprio così. Infatti la temperatura media estiva (o dei mesi estivi) trova utili applicazioni in molti campi:
• Calcolo delle "frigorie-giorno", per la stima del fabbisogno energetico, per garantire tutti i processi di refrigerazione;
• Calcolo dei "gradi-giorno", per stimare lo stadio raggiunto, nella varie fasi di crescita, da parte delle piante i cui prodotti giungano a maturazione proprio in estate (frutta, ortaggi);
• Medie di lungo periodo (decenni o secoli), per stimare il trend del clima a livello globale o regionale o locale.
Mario Giuliacci