DI COSA SI PARLA? PREMESSA
Dando uno sguardo al trend di crescita del GW negli ultimi 40 anni si può facilmente notare l'impennata delle temperature nella bassa e bassissima troposfera, in particolar modo dal 1980, con una crescita per lo più costante. Se poi si va a guardare più da vicino e si fa uno zoom degli ultimi 8 anni (gli anni 2000), ci si accorge che le temperature hanno smesso di crescere. La domanda che segue è immediata: è un trend significativo? E poi: se ne può dedurre qualche ipotesi interessante? Alla prima risponderei che no, non è un trend significativo. Troppo pochi 8 anni per poter dire qualcosa in merito ad un riscaldamento che prosegue da ormai molte decadi. Però, nulla vieta di andare a cercare nel passato il perchè di un apparente raddolcimento del trend di salita. Anche perchè, nell'eventualità di trovare qualche risposta significativa, ci si può fare un'idea un pò più precisa di cosa sta succedendo nel presente.
Non c'è alcuna pretesa di sviscerare i vari aspetti del GW e le loro interazioni (in parte ancora sconosciute), ma di prendere in considerazione alcuni indici teleconnetivi nell'area del Pacifico - precisamente 2 oceanici (PDO e ENSO) e 1 atmosferico (SOI) - per osservare le loro variazioni multidecadali in relazione al trend di temperatura. I primi 2 indicano rispettivamente la variabilità (rispetto alla media climatologica) delle temperature superficiali nel Pacifico settentrionale e tropicale, mentre il terzo mostra la variabilità del pattern di pressione a livello del suolo nell'area del Pacifico meridionale.
Invece di considerare semplicemente l'andamento nel tempo delle anomalie di tali indici, per ognuno di essi se ne è ideato uno ''ad hoc'' in modo da osservare più facilmente le eventuali variazioni nel tempo. Considerando la serie mensile di ogni indice dal 1950 fino all'agosto del 2008, per ogni valore si conta all'indietro nella serie storica fino ad arrivare al mese con un dato di anomalia maggiore o minore. Nel primo caso si guarda ai record positivi, nel secondo a quelli negativi. Come ultimo passo si prende quindi la differenza fra le due serie e se ne ottiene una nuova che sarà molto sensibile ai record di temperatura (sia positivi che negativi).
COSA SE NE DEDUCE? IPOTESI
Vediamo quindi un po' di risultati a partire dagli indici teleconnettivi considerati. Ciò che si nota subito osservando i grafici in basso in figura 1 - dove è mostrato l'indice calcolato sia in forma classica (in alto), sia in forma cumulativa (in basso) dove il valore temporale di ogni punto n tiene conto del valore al punto n-1 - è la chiara discontinuità nel trend per ognuno dei tre indici considerati (ENSO, PDO e SOI): mentre prima del 1980 non c'è una chiara tendenza ad incremento/decremento, successivamente a tale data vi è una forte crescita per l'ENSO e il PDO ed un deciso calo per il SOI.
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Figura 1 - Andamento dell'indice in forma classica (in alto) e in forma cumulativa (in basso) per ENSO (a sinistra), PDO (in centro) e SOI (a destra). |
Inoltre, guardando le linee di tendenza sovrascritte all'andamento, si nota come il trend di crescita dei tre indici diminuisca col passare degli anni fino addirittura ad invertirsi per il PDO. Che cosa se ne può dedurre? Sicuramente è interessante vedere come la discontinuità del trend degli indici presi ad esempio sia compatibile con quella delle temperature globali in figura 2.
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Andamento dell'indice in forma classica (in alto) e in forma cumulativa (in basso) per le temperature globali (a sinistra), quelle di superficie (in centro) e quelle oceaniche (a destra). |
E' comunque evidente come l'andamento degli indici considerati e quello delle temperature non vadano proprio a braccetto, segno che, effettivamente, le dinamiche globali influiscono con complicati feedback sul trend di temperatura. Infatti, come detto nell'introduzione, non c'è alcuna pretesa di carpire i segreti del GW attraverso il dispiegarsi di pochi indici indicanti la variabilità climatica. Rimane però questa curiosa simmetria nel break a cavallo degli anni 80 fra indici teleconnettivi e temperature globali. D'altronde, la piuttosto chiara inversione di tendenza di tali indici apre domande interessanti sul prossimo futuro. Per fare un esempio, sappiamo infatti che una tendenza ad ENSO e/o PDO negativo portano ad una maggior frequenza di episodi di NINA. L'ultimo evento, appena conclusosi, ha fortemente contribuito a mesi invernali con temperature globali ben al di sotto dei valori medi del GW degli ultimi 10 anni. Ovviamente si parla di ipotesi, ma, proprio per la peculiarità del periodo in oggetto, vale la pena osservare attentamente.
Giacomo Masato - MeteoNetwork