La stagione invernale appena conclusa ha presentato, su scala emisferica, alcune interessanti caratteristiche, segnatamente a riguardo di anomalie termiche medie stagionali molto pronunciate.
In particolare, spicca la grande differenza che è possibile osservare sull'Eurasia: la parte Nord (Russia settentrionale, Artico) e Ovest (Europa) presenta scarti termici molto positivi, l'Asia sud-occidentale (fra la Turchia e il Pakistan) e centro-orientale (Cina) hanno invece scarti anche abbondantemente negativi.
Inverno più freddo della media anche nel Nord Africa, sul Mare del Labrador e sulla parte nord-occidentale del Nord America; più mite invece sulla parte Est del continente e su gran parte della Groenlandia (figura 1).

Figura 1 - Temperatura media e anomalia termica a livello planetario nel trimestre Dicembre 2007 - Febbraio 2008 rispetto alla media calcolata nel periodo 1968/1996 (fonte: NOAA).
L'Europa è stata una di quelle aree connotate da scarti termici positivi: l'anomalia è stata massiccia nel Nordest del continente, superando i 5 °C fra la Finlandia e il Mar Bianco. Meno pronunciati invece gli scarti positivi sul resto dell'Europa; l'unica area a presentare anomalie negative è il Sudest del continente, fra l'Albania e la Turchia. Addirittura l'inverno passato è stato per il Nord Europa il più caldo dal 1850, con un'anomalia termica di + 4,74 °C rispetto alla media del trentennio 1961-90. Per l'Europa nella sua globalità si è trattato del quarto inverno più caldo dal 1850, dopo il 2006/07, il 1989/90 e il 1997/98, con un'anomalia termica di + 1,8 °C rispetto alla media 1961-90.
Su gran parte della Penisola, l'inverno ha presentato una leggera anomalia positiva, maggiore al Nord (scarti superiori a 1 °C) e minore al Sud (figura 2).

Figura 2 - Anomalia termica sull'Europa nel trimestre Dicembre 2007 - Febbraio 2008 rispetto alla media calcolata nel periodo 1968/1996 (fonte: NOAA).
Le precipitazioni sono state inferiori alla media stagionale in gran parte dell'Europa centro-meridionale, dall'Atlantico alle rive del Mar Nero. Solamente nel Nordovest del continente (fra le Isole britanniche e i Paesi Bassi), nella Scandinavia centro-meridionale e in alcune zone del Mediterraneo meridionale si sono misurati surplus precipitativi.
In Italia l'area tirrenica e quella alpina sono state le uniche zone a sfuggire leggermente al deficit precipitativo caratteristico di gran parte dell'Europa centro-meridionale (figura 3).

Figura 3 - Anomalia precipitativa sull'Europa nel trimestre Dicembre 2007 - Febbraio 2008 rispetto alla media calcolata nel periodo 1968/1996 (fonte: NOAA).
Gli accumuli di neve sul versante meridionale delle Alpi sono stati discreti, anche se concentrati principalmente in 1/5 dell'intera stagione: la prima metà di gennaio e i primi giorni di febbraio.
Queste anomalie termiche e precipitative sono nate della coincidenza di due fattori: una generale mancanza di avvezioni di aria fredda dai quadranti settentrionali e, contemporaneamente, una generale dominanza di campi di alta pressione sulla parte centro-meridionale del continente, con la corrente a getto che portava i sistemi perturbati dall'Atlantico verso la Scandinavia e i mari artici europei. Solamente in tre occasioni questa situazione è venuta meno: la prima volta nel corso della seconda decade di dicembre, in occasione dell'estensione dell'anticiclone europeo verso la Scandinavia che ha favorito il richiamo di aria continentale molto fredda verso il Mediterraneo centro-orientale (con cospicue nevicate nelle nostre regioni centro-meridionali).
La seconda durante i primi giorni dell'anno, quando lo spostamento verso la Russia dell'alta pressione europea ha permesso alla depressione d'Islanda di mostrare tutto il suo vigore, spingendo
una serie di perturbazioni atlantiche dall'Oceano verso l'Europa centro-meridionale e il Mediterraneo occidentale.
La terza occasione, infine, durante i primi giorni di febbraio, a causa di uno spostamento verso le Isole Britanniche della bassa pressione nord-atlantica.
Per il resto, l'alta pressione europea l'ha fatta da padrone, spostando il suo campo d'azione fra la parte centro-occidentale e settentrionale (dicembre e febbraio) oppure sud-occidentale (gennaio) dell'Europa; l'anomalia barica che ne è derivata ha avuto il suo centro positivo proprio sull'Italia (figura 4).

Figura 4 - Anomalia barica sull'Europa nel trimestre Dicembre 2007 - Febbraio 2008 rispetto alla media calcolata nel periodo 1968/1996 (fonte: NOAA).
Così, complice la contemporanea persistenza della bassa pressione fra l'Islanda e i mari glaciali artici, il flusso di correnti che ne è seguito ha avuto caratteristiche zonali (corrispondenti a un'oscillazione nord-atlantica, NAO, positiva) sulla parte settentrionale del continente, portando mite aria oceanica sulla Scandinavia e via via verso est fino ai margini della Siberia, senza però riuscire a scalzare via l'aria fredda dal resto dell'Asia centro-occidentale.
Agustoni Stefano - Comitato Scientifico MeteoNetwork