Sull'emisfero settentrionale, la scorsa stagione primaverile è stata segnata da anomalie termiche speculari fra gran parte dell'Asia (scarti positivi, ad eccezione della Russia nord-occidentale e della parte più meridionale del Continente) e il Nord America (scarti negativi, in particolare nella parte centrale, ad eccezione delle terre artiche canadesi a ridosso della Groenlandia e del Nord dell'Alaska) (figura 1).

Figura 1 - Temperatura media superficiale e anomalia delle temperature superficiali nel trimestre marzo-aprile-maggio a livello globale (Fonte: NCEP).
Da sottolineare come questa situazione emisferica sia sostanzialmente il risultato di un mese ampiamente più caldo della media in Asia (marzo) e di un altro invece più freddo della media in Nord America (maggio, il 34mo più fresco negli USA dell'intero secolo, dati NCDC-NOAA), cosa che ha prodotto, nell'emisfero boreale, l'ottavo mese di maggio più fresco della media negli ultimi 30 anni (dati satellitari UAH).
Se consideriamo le anomalie termiche superficiali globali (terraferma e oceani), nonostante una Niña calante ma pur sempre presente, la primavera dell'emisfero boreale è comunque risultata la settima più calda dal 1880 (dati NCDC-NOAA), frutto di un mese di marzo eccezionalmente caldo (il più caldo dal 1880 considerando terraferma e oceani sull'emisfero boreale, dati NCDC-NOAA).
In Europa, a differenza del Nord America e dell'Asia, le anomalie termiche sono state abbastanza contenute, con scarti in prevalenza positivi (figura 2).

Figura 2 - Anomalia delle temperature superficiali nel trimestre marzo-aprile-maggio a livello europeo (Fonte: NCEP).
Ad eccezione del Nordest del continente (scarti negativi) e di due altre aree con temperature perlopiù in media (una sulla Penisola Iberica e l'altra confinata nell'area alpina centro-orientale), il resto dell'Europa è stato più caldo della media, con gli scarti maggiori sul Mar Baltico e soprattutto nella parte sud-orientale del Continente.
L'Italia ha conosciuto una primavera leggermente più calda della media (con scarti medi attorno al mezzo grado centigrado), ad eccezione delle pianure del Nordest e dell'area alpina centro-orientale, con scarti nulli.
La distribuzione delle anomalie di precipitazione è stata assai eterogenea sull'Europa (figura 3).

Figura 3 - Anomalia delle precipitazioni nel trimestre marzo-aprile-maggio a livello europeo (Fonte: NCEP).
Più piovoso della media, in generale, l'Ovest del Continente (fra la Spagna settentrionale e le Isole britanniche), così come l'Italia centrale, la regione dei Carpazi e quella a est del Mar Nero. Più asciutta la Norvegia occidentale, il Nord della Russia e soprattutto il Sudest del Continente (fra la Macedonia e la Turchia). Gran parte dell'Italia (in particolare la parte centrale) ha conosciuto una primavera più piovosa della media, solo l'estremo Nordest è risultato più asciutto della media.
A differenza dello scorso inverno, la stagione è stata connotata da una generale dominanza di campi di bassa pressione, con una distribuzione dei centri di anomalia fra la parte nord-orientale (marzo), centro-occidentale (aprile) e sud-occidentale (maggio) del Continente. Conseguentemente gli afflussi di aria hanno avuto una generale origine marittima, nord-atlantica prima e mediterranea in seguito, apportando aria umida e a volte assai mite sulle aree di volta in volta toccate dalle correnti. È mancato un prolungato e stabile periodo anticiclonico (come, ad esempio, nell'aprile 2007).
I centri di anomalia barica hanno risentito della situazione descritta sopra, presentando una configurazione connotata da anomalia positiva sulla parte settentrionale del Nord Atlantico e anomalia negativa su gran parte dell'Europa (figura 4).

Figura 4 - Anomalia della pressione a livello del mare nel trimestre marzo-aprile-maggio in Europa (Fonte: NCEP).
Agustoni Stefano - Comitato Scientifico MeteoNetwork